I Lower Dens sono la nuova magnifica creatura dell’imbronciata Jana Hunter rocker texana sbocciata e cresciuta artisticamente alla corte di quel gran marpione di Devendra Banhart e della sua etichetta Gnomonsong.
Il loro primo lavoro intitolato “Twin-Hand Movement” è bellissimo.
Al suo interno si alternano bozzetti intimo-minimalisti dalle tinte scolorite e tremolanti, tracce scarne prive di orpelli dove l’energia è sempre contenuta, ben dosata, mai dissipata.
Ogni suono è messo a fuoco, distillato.
L’incedere è lento, traballante quasi sospeso. I ritmi elementari e precari.
A movimentare il tutto squarci chitarristici che tracciano figure circolari, vortici stilizzati che hanno funzione consolatoria e a tratti esplorativa. Vie di fuga verso spazi aperti, distese desertiche sotto un cielo porpora liquido dove cuori infranti e nevrotizzati tornano a battere e desiderare.
La voce di Jana Hunter non è di questo mondo, non perché metafisica, ma perché introversa su un registro asessuato segno di sospensione, è calda non perché comunicativa, ma per combustione interna.
Malinconia. Disincanto. Magia. Lower Dens.
Voto 666
